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Riforma Pensioni 2016-2017: una soluzione condivisa?
Potrebbe rivelarsi uno strumento positivo implementare un dialogo condiviso tra Esecutivo e i rappresentanti delle 3 sigle sindacali (CISL, CGIL, UIL) affinché si attivi concretamente una riforma delle pensioni, già entro il prossimo anno, che consenta a chi è rimasto ‘bloccato’ dalla Riforma Fornero del 2011 di poter accedere alla pensione in anticipo senza eccessive decurtazione del rispettivo assegno pensionistico.
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Come anticipato, infatti, proprio in vista dell’incontro del 14 giugno tra i segretari sindacali, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo e i rappresentanti del Governo, il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Tommaso Nannicini, sembra sempre più probabile che si arrivi ad una soluzione di mezzo per consentire misure di flessibilità in uscita.
Riforma pensioni: le posizioni di Governo e sindacati
Attualmente, Governo e sindacati, in tema di flessibilità in uscita, hanno posizioni diverse. Proporre una soluzione mediana tra quanto proposta da Cesare Damiano, il prestito bancario e il fondo di solidarietà, secondo alcuni potrebbe rivelarsi lo strumento più utile per garantire la pensione alle varie categorie di lavoratori che sono rimasti in attesa.
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Un Fondo di solidarietà come per i bancari
In passato, ad esempio, il fondo di solidarietà nel settore bancario ha visto inserire nel cosiddetto fondo esuberi, con 5 anni di anticipo, più di 300mila soggetti. Questo con una contribuzione dello 0,33%, peraltro già in corso, prelevata sia dalla bilateralità, che da altri strumenti attinenti la disoccupazione. L’impresa, ppi, che utilizza tale fondo dovrebbe investirci a sua volta delle risorse.
Lavoratori precoci e Quota 41
In merito alla Quota 41, che è stata richiesta dai lavoratori precoci, stando ad alcune ultime proposte dovrebbe essere tolto il riferimento all’aspettativa di vita, facendo sì che tale categoria di lavoratori, entrati nel mondo del lavoro in giovane età, di poter andare in pensione con 40-41 anni di contributi, soprattutto per quanto riguarda chi non svolge mansioni intellettuali.
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APE, part-time agevolati e fondo esuberi
Per quanto riguarda le 3 soluzioni adottabili per la Riforma Pensioni, Ape, part-time in uscita e fondo esuberi, dovrebbero anche comportare costi contenuti per lo Stato.
Proposta Damiano
Stesso discorso, invece, almeno inizialmete, non sembra applicabile alla proposta Damiano, la sola che implicherebbe una spesa iniziale, tuttavia nei successivi anni dalla rispettiva fruizione il costo dovrebbe estinguersi.
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