Bonus sicurezza 2025: incentivi per l’installazione di sistemi di sicurezza

Incentivo valido per acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2025

Redazione 27/02/25

Il nostro sistema fiscale prevede da molti anni varie agevolazioni fiscali, spesso denominate bonus. Ogni anno, quando viene varata la Legge di Bilancio, vi sono al riguardo modifiche, eliminazioni o riconferme. Per quanto concerne la Legge di Bilancio 2025 (ovvero la Legge 30 dicembre 2024, n. 207), una delle conferme, con modifiche, è stata quella relativa al Bonus Sicurezza, un incentivo fiscale il cui obiettivo principale è quello di agevolare economicamente coloro che intendono potenziare la sicurezza delle loro abitazioni.

Per la precisione, il Bonus Sicurezza 2025, talvolta indicato come Bonus Allarme o Bonus Antifurto, consente al contribuente di richiedere una detrazione IRPEF del 36% che può essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Il limite massimo di spesa su cui è applicabile questo incentivo è di 48.000 euro (in precedenza il limite era di 96.000 euro).

In sostanza, con il Bonus Sicurezza 2025 si può ottenere un risparmio superiore a un terzo sui costi d’installazione per l’antifurto casa e per altri interventi dettagliati nel provvedimento.

Una nota importante: salvo eventuali proroghe con la Legge di Bilancio 2026, le spese che rientrano in questo tipo di agevolazione devono essere sostenute entro il 31 dicembre 2025.

Indice

Quali interventi rientrano nel Bonus Sicurezza 2025

Sono numerosi gli interventi che rientrano nel Bonus Sicurezza 2025; per la precisione sono i seguenti:

  • installazione di grate sulle finestre o la loro sostituzione;
  • porte blindate o rinforzate;
  • installazione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini;
  • installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • installazione di saracinesche;
  • tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • fotocamere o videocamere collegate con centri di vigilanza privati;
  • apparecchi antifurto e relative centraline;
  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici.

Non rientrano nell’agevolazione in questione le spese previste dai contratti stipulati con un istituto di vigilanza.

Chi può richiedere il Bonus Sicurezza 2025?

Sono diversi i soggetti che possono richiedere l’agevolazione per abbattere i costi antifurto casa. Fra questi si ricordano i proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento (per esempio gli usufruttuari), gli inquilini, i comodatari, i soci delle cooperative divise e indivise, i soci delle società semplici e gli imprenditori individuali (limitatamente agli immobili che non rientrano tra quelli strumentali).
L’agevolazione per ridurre i costi antifurto casa e di altri interventi per la sicurezza può essere richiesta anche dal familiare convivente del proprietario, il componente dell’unione civile, il codice separato e assegnatario dell’immobile e anche il convivente more uxorio.

Come si richiede l’agevolazione?

Vi sono alcune formalità da seguire se si vuole avere accesso all’agevolazione fiscale relativa alla sicurezza.

Abbiamo già detto che l’intervento o l’acquisto deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2025.

È ovviamente fondamentale conservare tutta la documentazione fiscale inerente all’intervento, in particolare la fattura e le ricevute di pagamento. Relativamente a quest’ultimo è obbligatorio che esso sia stato effettuato con una modalità “tracciabile”, vale a dire tramite un bonifico “parlante” o con una carta di credito o debito.

La spesa sostenuta dovrà poi essere inserita nella dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 2026 oppure Modello Redditi Persone Fisiche 2026).
Se si hanno dubbi su come effettuare la richiesta ci si può rivolgere a un CAAF o al proprio consulente fiscale di fiducia.

Seguendo questi passaggi, si otterrà il beneficio fiscale previsto dall’attuale normativa. Il rimborso, come accennato, è spalmato in 10 anni con quote del medesimo importo. Se, per esempio, si ha diritto a un rimborso di 3.600 euro, ogni anno, per 10 anni, si riceverà un rimborso di 360 euro.



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